Oggi sono decine le offerte gas del mercato libero convenienti, ma molto spesso si rinuncia al cambio di gestore perché si pensa sia una pratica difficile. In realtà non è affatto così e, cambiando periodicamente la società fornitrice, si può risparmiare di molto sul costo annuale della bolletta del gas.

Di seguito, una breve guida al cambio di fornitore del gas: come individuare quello giusto ed effettuare il passaggio.

Come trovare il giusto fornitore

Non esiste un fornitore che sia buono per tutte le tipologie di utenza. Per esempio, non è detto che un lavoratore single che sta fuori tutto il giorno possa avere la stessa convenienza con il fornitore scelto da una famiglia composta da 4 persone di cui 2 bambini piccoli. Ed ecco che per trovare le offerte gas migliori, a seconda del proprio consumo annuo e delle proprie esigenze, entra in gioco il comparatore ufficiale dei prezzi di ARERA.

Basterà indicare il comune di residenza, il consumo annuo presente in bolletta e l’uso effettuato del gas metano per avere, in maniera completamente gratuita e senza il rilascio dei propri dati personali, un confronto di tariffa tra le società che in Italia offrono un servizio di fornitura.

Da qui, poi, ogni singolo utente potrà prendere la decisione migliore a seconda delle proprie esigenze.

Come cambiare gestore per il gas naturale

Passare da un fornitore all’altro è semplice quasi quanto cambiare operatore telefonico. Una volta scelta la società migliore puoi decidere di recarti in un punto vendita, laddove presente, oppure effettuare la richiesta di passaggio direttamente online sul sito dell’azienda.

Tieni sempre a portata di mano l’ultima bolletta dell’utenza del gas, in modo da verificare qual è la tariffa più conveniente rispetto a quanto stai pagando al momento.

Il cambio del fornitore e di tariffa non ha alcun costo e, una volta scelta l’azienda con cui sottoscrivere il contratto, non dovrai far altro che firmare ed attendere che il passaggio sia effettivo. Per questo ci vogliono da un minimo di 2 settimane ad un massimo di 2 mesi.

Per procedere con il passaggio da un fornitore all’altro sono sempre necessari i dati anagrafici dell’intestatario dell’utenza del gas, l’indirizzo di fornitura, il codice PDR (indicato all’interno della bolletta), il codice IBAN per effettuare la domiciliazione bancaria (diversi fornitori applicano delle tariffe agevolate per chi sceglie questo metodo di pagamento), l’indirizzo e-mail per l’invio della bolletta online e, infine, il documento d’identità ed il codice fiscale dell’intestatario.

Insomma, cambiare il gestore del gas è tutt’altro che complesso e, da quanto è stato introdotto il mercato libero, tutti possono risparmiare notevolmente sulla bolletta del gas. Ora tocca a te!