Aria primaverile, voglia di tornare a inebriarsi di profumi e freschezze, di sgranchirsi all’aria aperta come i boccioli che si schiudono dopo gli ultimi freddi.

Chi vuole rigenerarsi dopo un periodo intenso può decidere di passare una lieta giornata, o anche soltanto qualche ora, fra il verde della natura, gli incantevoli scorci paesaggistici intervallati dall’ombra dei fitti boschi con la loro vegetazione, mentre si gode di quel silenzio vivo, con la sola preoccupazione di cercare un luogo confortevole per fermarsi, adagiarsi e fare un picnic.

Poche sono le cose che possono rimetterci in contatto con noi stessi come una passeggiata in immersione nel bosco.

Tante sono le opportunità che un’escursione del genere ci serve su un vassoio d’argento.

Anche se il solo accostamento può sembrare inverosimile, interminabili ore di esercizio rinchiusi in palestra possono essere sostituite egregiamente da un pomeriggio di camminata nel verde. Per il trekking probabilmente la zona più adatta è quella dei laghi, delle rive dei ruscelli, ma un itinerario nel bosco primaverile, circondati da esplosioni colorate di fiori intorno è di una suggestione esclusiva. Una semplice passeggiata del genere ci rimette in sesto, riattivando il sistema motorio e ricaricando di ossigeno quello respiratorio.

Per i più audaci, la scelta potrebbe ricadere sull’arrampicata, disciplina multimensionale che va dal bouldering all’alpinismo, che richiede una predisposizione fisica non indifferente.

Essendo dunque un’attività potenzialmente pericolosa consigliamo di consultare un istruttore di arrampicata per impararare ad usare gli strumenti collegati a questa disciplina.

E se poi dopo l’esercizio fisico volete farvi un selfie per immortalare i vostri risultati, va bene, nulla in contrario. Ma occhio, perchè talvolta concentrarsi troppo su di sé fa perdere lo spettacolo che si ha a portata di obiettivo. Non che non siate un soggetto meritevole di scatto, ma  fotografare il bosco è un’attività che comporta il distaccarsi da tutto e da tutti, è inoltrarsi in un mondo silenzioso in cui gli unici suoni sono il crepitio delle foglie o lo scricchiolio dei rami.

Il bosco è un soggetto fotografico alla portata di tutti: non richiede particolari attrezzature o tecniche dedicate, ma solo un approccio mirato per enfatizzare determinate atmosfere ed un occhio attento ai dettagli.

In primavera, il risvegliarsi della natura consente di immortalare la nascita dei germogli, lo sbocciare dei primi fiori e una microfauna, composta da farfalle ed altri insetti, che inizia a ridestarsi dal torpore dell’inverno.

Importante è la scelta dell’ora del giorno in cui si sceglie di scattare. L’ora migliore per fotografare è quella del tramonto, con la luce che, facendosi strada fra i rami e gli alberi pennella contrasti di colori molto interessanti; un’altra delle ore più magiche per la fotografia nel bosco è anche quella che purtroppo richiede più sacrificio: ovvero l’alba. All’albeggiare i raggi del sole riscaldano l’aria del sottobosco facendo evaporare le gocce di rugiada della notte prima, ne consegue uno strato tenue di nebbiolina che resta evidente sugli strati inferiori delle foglie. Credetemi, veramente magico.

Approfittiamo quindi delle belle giornate che si apprestano a venire, organizziamoci con scarpe da ginnastica e macchina fotografica, e magari portiamo amici e bambini con noi in una bella passeggiata nel bosco. Ve ne saranno sicuramente grati, e ricordate di portare a casa tanti bei ricordi.

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