Dalle grandi metropoli ai piccoli centri storici, le città italiane sono sempre più attente alle esigenze dei ciclisti urbani. Piste ciclabili, aree dedicate e rastrelliere sono dunque il segno di un’attenzione particolare riservata a questa categoria di cittadini ma anche al tema della sostenibilità ambientale.

In particolare, l’utilizzo delle rastrelliere in città, consente ai ciclisti di custodire in tutta sicurezza il proprio veicolo a due ruote, scongiurando eventuali furti o danni dovuti a terzi. Tuttavia, non tutte le rastrelliere sono uguali: cambiano i materiali ma anche il design e alcune non assolvono al meglio alla loro funzione. Sono diversi, infatti, i casi di rastrelliere sradicate dal manto stradale così come i casi di griglie divelte anche durante le ore diurne. Non mancano anche i casi di biciclette danneggiate dalla rastrelliera stessa o dalle altre bici a causa dell’attrito tra i manubri o le ruote.

Vediamo dunque quali sono le migliori rastrelliere da città per la sicurezza delle biciclette e come incentivare la mobilità sostenibile proponendo ai ciclisti soluzioni ergonomiche e sicure che si integrino con l’arredo urbano circostante.

Caratteristiche delle rastrelliere antifurto

Come abbiamo anticipato le rastrelliere dovrebbero essere progettate per garantire la massima sicurezza del veicolo. Affinché ciò sia possibile è necessario che la griglia sia realizzata in materiali molto resistenti, difficili da piegare o tagliare anche con banali seghe e seghetti. L’acciaio e il cemento, dunque, sono i due materiali indicati per questo genere di arredo urbano.

Per disincentivare il rischio furti, in particolare quello delle singole ruote o del telaio rimasto libero, è necessario che la rastrelliera consenta di legare insieme i telaio e la ruota, agganciandoli alla griglia. Qualora ciò non fosse possibile, il modo migliore per disincentivare il furto è legare la ruota anteriore a quella posteriore facendo passare il cavo tra i raggi.

In questo modo però c’è il rischio che il cerchio venga danneggiato a causa di cadute accidentali del veicolo. Soprattutto se si tratta di una bici molto leggera, è possibile che una folata di vento un po’ più intensa oppure una spinta accidentale da parte di un pedone, possa far piegare la bici e dunque il cerchio, danneggiandolo.

Per questa ragioni le rastrelliere da terra con un solo punto di aggancio e prive di supporto per il telaio – le cosiddette “scolapiatti”, per intenderci – sono considerate le meno opportune da utilizzare in centro città mentre sono più indicate per i cortili condominiali o comunque per gli spazi ad accesso protetto. Al contrario, le rastrelliere verticali consentono di legare tra loro cerchi e telaio in maniera più sicura e offrono un appoggio stabile al veicolo.

Il fissaggio della rastrelliera al suolo

Nonostante tutte le precauzioni che si possano prendere e la qualità dei materiali impiegati, spesso le griglie per biciclette possono essere facilmente sradicate dal suolo. Le ragioni possono essere diverse: la rastrelliera non è stata fissata bene alla pavimentazione stradale oppure la base è stata facilmente sganciata dal terreno a causa dell’usura dei materiali.

Per scongiurare questo genere di furto, in cui generalmente il ladro porta via con sé sia il veicolo sia la rastrelliera per poi procedere con calma alla separazione dei due elementi, bisognerebbe dotare le aree più a rischio di basi in cemento o di griglie con base interrata. Queste ultime richiedono maggiori costi di installazione ma sono la soluzione antivandalo più efficiente.